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Il boom dell'additive manufacturing durante il Coronavirus in Italia

Numerose implementazioni ed applicazioni per stampa 3D e tecnologie additive in tutto il paese durante la crisi legata all'emergenza COVID-19

| di Pierluigi Fusco
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Pro e contro per una delle tecnologie produttive potenzialmente più distruttive tra le numerose emergenti nell'ultimo decennio; la stampa 3D è ormai una realtà in rapida crescita e sviluppo non solo da grandi multinazionali ma anche da PMI in tutto il territorio nazionale ed oltre. 

L'attualità di una tecnologia che può minimizzare non solo i rifiuti all'interno dei processi produttivi ma anche i casi di obsolescenza programmata è al centro di numerose discussioni ma, in questo periodo fortemente condizionato dalle realtà industriali a regime ridotto per via della pandemia, sembra essere di recente stata rilanciata nuovamente l'importanza delle soluzioni produttive di tipo additivo.

I casi dei numerosi FabLab (primo tra tutti quello di Milano diretto da Massimo Temporelli) in tutta Italia e delle reti di Makers come quelle di Roma e Napoli, che hanno contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative per sostenere le numerose esigenze medico-sanitarie, hanno messo in evidenza la criticità di fattori centrali delle tecnologie additive:

- La libertà di design delle forme
- La facilità di progettazione e personalizzazione
- L'adattabilità ad IoT e Cloud
- I relativi bassi costi di produzione
- Le dimensioni e costi ragionevoli dei macchinari

Tutto ciò ha permesso, come nel caso della rete Makers di Napoli sviluppata dal TheSpark, 3DRap, ReMade e molti altri centri di prototipazione digitale di applicare la digital manufacturing per decentralizzare la produzione di valvole Charlotte per la realizzazione di terapie intensive. In collaborazione con l'arch. Michela Musto il dott. Pierluigi Fusco, ingegnere meccanico partenopeo, ha messo in contatto le strutture mediche napoletane per usufruire degli impianti realizzati a partire da semplici maschere da snorkeling, provvedendo un enorme quantitativo di unità individuali di ventilazione state realizzate e messe a disposizione di numerose strutture mediche tra cui Ospedale Cotugno, Ospedale del Mare e Fatebenefratelli, dimostrando così l'utilità sociale di iniziative che colgono a pieno le potenzialità della digital manufacturing e del Makers networking.

L'augurio a partire da questa emergenza è che il valore percepito nei confronti di tecnologie additive, decentralizzazione e personalizzazione della produzione e della circolazione di design open source a fini filantropici sia sempre maggiore e considerata come una grande potenzialità per andare in contro a necessità sociali, aziendali ed individuali.

Pierluigi Fusco

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