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Daniele Rugani, un difensore "troppo gentile" per sfondare

Alla scoperta di un campione mancato del reparto arretrato

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Succede, è già successo e succederà di nuovo: quante volte un calciatore dispone dei mezzi tecnico-atletici necessari per sfondare e nonostante tutto non riesce a sfondare? Tantissime volte. Molte volte è la sfortuna ad accanirsi sul malcapitato che per i troppi infortuni alza bandiera bianca e si accontenta di restare in uno stato di “semi-anonimato” – a noi viene in mente Giuseppe Rossi che con un fisico diverso sarebbe potuto facilmente diventare il numero 10 della Nazionale – mentre altre volte è solo questione di carattere. Avete capito bene: ci sono calciatori che non riescono proprio a tirare fuori quella grinta necessaria per convincere l’allenatore a schierarli sempre titolari. E uno di questi è purtroppo Daniele Rugani. Il difensore nativo di Lucca, sebbene sia un fuoriclasse quando si tratta di marcare a uomo e anticipare l’avversario, ha vissuto stagioni da protagonista (2017-2018 con Allegri) e stagioni in cui è letteralmente scomparso dai radar (2019-2020 con Sarri). Ma perché mai visto che ha tutte le caratteristiche per essere uno stopper vecchio stile che ancora oggi farebbe comodo a qualsiasi squadra? Perché quando scende in campo è “troppo gentile”. Ci spieghiamo meglio: Daniele è sì un ottimo giocatore ma non è grintoso, non è cattivo e soprattutto non è aggressivo in senso positivo, caratteristiche che nella Juventus di oggi bisogna avere se si vuole scendere in campo. Non basta fare bene il compitino quando si indossa la maglia della Vecchia Signora ma è d’obbligo dare quel qualcosa in più che solo i forti di carattere riescono a dare. Ecco cosa intendiamo quando diciamo che per noi Rugani è troppo gentile. Esageriamo? Forse no, visto che ora il ragazzo gioca per il Rennes, senza offesa per nessuno non certo uno squadrone.

Come sono lontani i tempi di Empoli!

Ricapitolando, Il lucchese Daniele Rugani le caratteristiche tecniche per essere un fuoriclasse assoluto della difesa le ha sempre avute, eppure a causa della poca cattiveria non è quasi mai riuscito a metterle in mostra. Certo, non sarà né il primo né l’ultimo giocatore di calcio che potenzialmente avrebbe potuto fare la differenza quando militava in un top club, nel suo caso specifico nella Juventus che con il suo apporto avrebbe potuto essere imbattibile sia sul campo sia a livello di pronostici calcio, però essendo un nostro concittadino il dispiacere è grande e non ci vergogniamo a dirlo. E non ci vergogniamo nemmeno a dirvi che i tempi di Empoli, durante i quali Rugani stupiva e impressionava gli osservatori, sono ormai un ricordo lontano. Oggi Daniele, oltre alla grinta che purtroppo non ha mai avuto, difetta anche per quanto riguarda la consapevolezza dei propri mezzi. La nuova esperienza nel Rennes lo dimostra, come lo dimostra il fatto che l’azzurro della Nazionale sia ormai cosa passata (eppure parliamo di un giocatore che compirà 27 anni a luglio).

Invertire la rotta è possibile?

Rugani, vista anche la giovane età, potrà mai invertire la rotta? Certamente, ma tutto dipenderà da lui (scusate la banalità). Se l’ex difensore bianconero capirà che ha ancora tanto ma non tantissimo tempo per rimettersi in careggiata, solo allora tornerà a essere protagonista in campo, magari proprio in Serie A. La Juventus in fondo ci spera visto che lo ha ceduto solo in prestito, a testimonianza del fatto che su di lui continua a puntare. Spesso cambiare aria, come si suole dire, può fare bene a quel calciatore che ha bisogno di ritrovarsi dopo un’annata passata in panchina. Vi starete domandando:” Ma se il problema di Rugani è solo di tipo caratteriale, come può riprendersi ora che è caduto nell’anonimato?”. Non sarà affatto semplice, ma crediamo che anche i professionisti del pallone con il tempo possano cambiare, maturare e, perché no, migliorare. Chissà che il trasferimento in terra francese non sia proprio l’occasione che serve a Rugani per capire che è giunto il momento di lasciare il segno, e non stiamo certo parlando dei tacchetti sulle caviglie dell’avversario! E poi, scusate, ma secondo voi Rugani potrà davvero continuare a essere un ottimo stopper vecchia maniera per nulla aggressivo in senso positivo? Secondo noi no perché in fondo è solo una questione di tempo. E se invece ci sbagliassimo?

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