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‘Pistoia sotterranea’, un’antica storia medievale

| di Franca Nocera
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Dopo ‘Napoli Sotterranea’ è la volta di ‘Pistoia Sotterranea’. Ma facciamo un breve passo indietro. Nel  1145 fu portato nella città di Pistoia un frammento di osso dell’apostolo Giacomo il Maggiore (San Jacopo protettore di Pistoia) che si venerava in Spagna a Santiago de Compostela. Da allora Pistoia è diventata una delle maggiori mete di pellegrinaggio dell’Italia centrale.

Pistoia Sotterranea con i suoi 650 mt, è il percorso ipogeo più lungo della Toscana. Il sito mostra le fasi storiche ed archeologiche della costruzione ed espansione dell’Ospedale del Ceppo realizzato nel luogo del ritrovamento di un ceppo fiorito in inverno come vuole la leggenda.

Francesca, la mia guida personale, mi conduce, in primis, al più piccolo anfiteatro anatomico al mondo e per questo eccellenza della città, una piccola sala ovale, completamente affrescata, con un tavolo anatomico in marmo su cui veniva messo il cadavere per  essere sezionato e una quindicina di banchi per i futuri medici/chirurgi che assistevano alla lezione del professore  (ancora sono ben visibili incisioni sul legno dei banchi  dei giovani studenti).

Ma ecco che inizia il viaggio sotto la città. Attraversando i corridoi dell’ospedale, Francesca apre le porte del cammino  che si snoda lungo l’antico percorso del torrente Brana, successivamente ridotto a gora, e che attraversa buona parte del centro storico pistoiese. Veri e propri corridoi museali che raccolgono testimonianze  della storia pistoiese: un ponte romano, i lavatoi di epoca medievale, una porta della città con ponte di accesso, il mulino.

Camminando, camminando  alcune aperture sulle volte  destano la mia curiosità, sono  i  butti da dove venivano gettate , nel torrente,  ceramiche usate per dare da mangiare e da bere ai malati , una volta rotti o dopo un’epidemia. In effetti il corso d’acqua era il luogo dei rifiuti dell’ospedale. Ma , al tempo stesso, era il luogo dove le donne lavavano i panni (lavatoi di San Lorenzo) ignare dell’inquinamento e quindi della propagazione delle epidemie.

La voce narrante di Francesca mi accompagna alla scoperta del Convento delle Suore Oblate, donne che da giovane si erano dedicate alla professione più antica del mondo, per poi convertirsi in suore. Il Convento si collegava alla corsia (Santissima Annunziata) dedicata alle donne ammalate dove le suore prestavano assistenza. Tale corsia era divisa da quella di San Jacopo dedicata agli uomini.

Sotto la via del Frantoio ho ammirato i resti del frantoio medievale con parti della ruota  cinquecentesca del mulino. Il frantoio fu acquistato dall’ospedale per auto prodursi l’olio per la farmacia. La vendita permise l’ampliamento della struttura.

 Ancora c’è tanto da raccontare, ma visitarla è meglio.   Pistoia Sotterranea, la stratificazione urbana di una città che ha  sfruttato l’acqua, uno dei suoi beni più preziosi,  determinando un intero comparto a vocazione sanitaria.

Franca Nocera

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